Elezioni Politiche: gli esponenti politici di Locorotondo a confronto! (Prima parte)

TRIBUNA POLITICA

Alle nostre domande rispondono Donato Pinto per il centrodestra, Fabio Lotito del M5S, il Circolo Pd e Silvestro Catalano di Italia Viva










di Antonello Pentassuglia

 

In vista delle vicine elezioni politiche del 25 settembre, abbiamo ascoltato alcuni esponenti politici del territorio (con ruoli chiave in Consiglio Comunale od a livello partitico) in rappresentanza delle diverse compagini in campo. In tal senso giunga il nostro ringraziamento per la cortese disponibilità al capogruppo di maggioranza Donato Pinto per il centrodestra; al consigliere comunale Fabio Lotito del M5S; al circolo cittadino del Partito Democratico; al coordinatore cittadino di Italia Viva Silvestro Catalano. Buona lettura.

Ci avviamo spediti alle elezioni politiche del 25 settembre. Che giudizio date all’esecutivo di Mario Draghi e alla decisione di alcuni partiti di non proseguire con quest’esperienza fino alla naturale scadenza della legislatura del 2023?

Donato Pinto, capogruppo della maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale: «Il mio personale giudizio sull’esecutivo Draghi non può che essere sentitamente positivo, e mi basta pensare alla sterzata che il suo instaurarsi ha dato alla campagna vaccinale anti-Covid, giusto per rimanere nell’ambito della mia professione, e mi sia consentito, almeno in questo caso, poter considerare elevato il senso critico sulle cose. Penso quindi che si sarebbe dovuto lasciar governare questo esecutivo fino alla naturale scadenza del mandato, pur io stesso rimanga attualmente desideroso di una maggioranza chiara, eletta dai cittadini, e con pieno mandato di legiferare e governare».

Fabio Lotito, consigliere comunale di opposizione per il M5S: «Il giudizio sul governo Draghi va distinto in due parti: la prima, squisitamente tecnica, la seconda politica. Nella prima possiamo considerare positivamente il suo impegno per la definizione degli obiettivi del PNRR, la realizzazione del programma e l’interlocuzione con l’Europa. Nella seconda il giudizio è assolutamente negativo; il Draghi politico si è mosso in maniera goffa e arrogante, ha cercato di far passare provvedimenti indigesti ora ad uno ora all’altro senza mediare, con prepotenza ed arroganza. Ha gestito i partiti ed il loro consenso popolare come se fossero comparse capitate lì per caso solo per dare fastidio, ottenendo l’abbandono dell’aula da parte delle forze del centrodestra».

Circolo Partito Democratico Locorotondo: «L’esecutivo Draghi è stato una scelta obbligata, dato il contesto e il momento in cui si è verificata la crisi di Governo del Conte bis. Il Paese non poteva affrontare una campagna elettorale e Draghi ha svolto il suo ruolo egregiamente, in particolare nei rapporti internazionali, con interlocutori difficili e concentrati come noi a risolvere i problemi interni. La sua autorevolezza e credibilità hanno dato all’Italia un “booster”, per usare un termine ormai entrato nel linguaggio comune. Certamente avremmo preferito che la legislatura giungesse alla scadenza naturale, il Partito Democratico si è battuto per il bene comune, superando le barriere ideologiche e le proprie convenienze elettorali, altri hanno preferito mettere a rischio l’efficacia del lavoro svolto per fini elettorali e di gestione delle risorse del PNRR. Il PD ha agito per il Paese, altri per opportunità di bottega».

Silvestro Catalano, Coordinatore Italia Viva Locorotondo e componente del Coordinamento Provinciale: «Il giudizio sul governo Draghi è ottimo. Ha affrontato con sobrietà e competenza situazioni inedite e gravissime. Non mi riferisco solo alle due grandi sfide del PNRR e della vaccinazione di massa, ma anche all’imprevisto scenario di guerra e alle sue conseguenze energetiche. Il governo Draghi è riuscito a tamponare gli aggravi per famiglie e imprese senza creare nuovo debito. Il suo predecessore, per inciso, aveva chiesto denaro in prestito ai mercati finanziari (creando debito) perfino per regalare monopattini.

A tutt’oggi Mario Draghi svetta nel gradimento degli italiani (oltre che nella leadership internazionale). Far cadere il suo governo è stato un vero “sgambetto”, una macchia che denota la meschinità politica di chi se ne è reso responsabile. Mi auguro che gli elettori ne tengano conto!».

Il centrodestra, nonostante le diversità di vedute su vari temi, si presenta compatto a questo cruciale appuntamento. A differenza del cosiddetto fronte progressista (o campo largo che dir si voglia) diviso nelle rispettive proposte politiche di Letta, Calenda e Conte. Cosa pensate delle strategie messe in campo dalle varie compagini?

Donato Pinto, capogruppo della maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale: «Il centro destra ha messo in campo una strategia elettorale caratterizzata dalla compattezza, proiettandosi cosi verso una maggiore probabilità di risultare vittorioso. Diversamente, il così detto campo largo, presentarsi diviso, diminuisce le proprie possibilità di poter risultare vittorioso. Starei molto attento, però, a non sottovalutare l’ipotesi secondo cui la vera strategia di Letta sia semplicemente quella di non far vincere la coalizione opposta, facendo conseguire l’ingovernabilità, in cui si sa, il PD “sguazza” molto bene».

Fabio Lotito, consigliere comunale di opposizione per il M5S: «Il Pd ha fatto una scelta, gli elettori si pronunceranno, il resto dei singoli leader politici ha creato delle liste personali solo per salvare la poltrona; il centrodestra è stato pragmatico stabilendo prima chi salvare e chi no sulla base dei sondaggi. Il Pd gonfio di un ipotetico 25% ha scelto di fare da solo e di salvare (forse) qualche piccolo politicante che si è reso disponibile ai giochetti di palazzo. Gli elettori sapranno scegliere».

Circolo Partito Democratico Locorotondo: «La Compattezza elettorale, arcinota, della destra (il centro in quella coalizione di facciata è solo uno specchietto per le allodole), è solo formale e utile per conquistare premi di maggioranza utilizzando una legge elettorale assolutamente inidonea vista la diminuzione dei parlamentari e la vastità dei collegi elettorali. Le divisioni nel centro-sinistra sono evidenti e il dibattito acceso sui programmi ne è la riprova. Il Partito Democratico mette al centro della propria iniziativa politica il futuro delle persone, dai giovani ai più fragili, dalla tutela delle minoranze, al lavoro e alla formazione. L’economia è importante per lo sviluppo, nel rispetto dei luoghi e dell’ambiente e deve comprendere le esigenze di tutti gli attori, ma non ci possono essere troppe primedonne in una Compagnia. Diciamo che nel campo progressista alcuni protagonisti sembrano un po’ prepotenti».

Silvestro Catalano, Coordinatore Italia Viva Locorotondo e componente del Coordinamento Provinciale: «Personalmente faccio fatica ad inquadrare Conte nel campo progressista. E vedo anche poco “progressismo” nella compagine aggregata dal Partito Democratico. Progressismo non è una parola vuota, ma significa volontà di cambiamento, di riforme, possibilità di miglioramento sociale ed economico, slancio verso la programmazione del futuro. Invece “da quelle parti” si è preferito inseguire il massimalismo vetero-comunista, l’assistenzialismo di bonus e sussidi, il populismo demagogico. Sarebbe stato francamente molto difficile per noi attivisti di IV gareggiare in quella squadra. Nei tre anni dalla nostra nascita abbiamo dimostrato lealtà alla causa più volte (e più di altri): penso alle suppletive di Siena, al ballottaggio a Roma, etc. Ma in questa partita abbiamo per la prima volta la possibilità di dimostrare a viso aperto quanto vale un fronte liberaldemocratico e riformista. E il risultato, si spera, sarà una sorpresa per molti». 

Elezioni Politiche: gli esponenti politici di Locorotondo a confronto! (Seconda parte)

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Settembre 2022]







Agorà

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