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La parola a Tonino Gentile: «Mi interessai al PUG e mi mandarono a casa»

L’INTERVISTA

Locorotondo. Dopo il sì in Consiglio ai Piru, ricostruzione storica dei fatti con l’ex cons. Gentile. E tanto altro…

 

di Antonello Pentassuglia

 

Ciao Tonino. E’ stato approvato l’aggiornamento per i PIRU. A livello urbanistico che strada ha preso questo paese? Una risposta secca: per quale ragione il PUG venne accantonato?

«La strada che urbanisticamente ha preso il paese la si percepisce bene dalla pigrizia di affrontare il tema del Piano Regolatore Generale. Va evidenziato che, spesso e volentieri, chi intende costruire non ha interesse nel Pug. Basti pensare che vi sono delle lottizzazioni esterne in cui non si costruisce, poiché c’è un vantaggio maggiore nell’edificare in pieno centro. Si tratta di suoli – si badi bene – che il primo PRG aveva catalogato come “aree a verde”. Nel tempo non sono stati espropriati, ma si è potuto costruire intorno. Tradotto: i cittadini hanno comprato le case ma si ritrovano senza parcheggi e verde. Grazie ad una norma nazionale le aree S2B (a verde e per parcheggi) dovevano essere pagate allo stesso prezzo dei suoli edificabili. Ragione per cui le amministrazioni capaci in Italia hanno trattato con i privati. Nel 1994 quest’opera di mediazione da noi fu avviata da Giuseppe Petrelli, ma non si arrivò mai ad una conclusione… Specie per le aree in Via Cisternino e Via Madonna della Catena. Sinceramente, ho ancora dei dubbi che si potrà costruire lì. Gli ambiti da 11 sono diventati 6. La Soprintendenza ha bocciato diversi progetti perché si era esagerato nella volumetria. Non sono contro la rigenerazione, intesa come risoluzione di un problema che c’è. Per fortuna la tutela civica viene garantita dalla Soprintendenza che – a mio avviso – ha un potere superiore a quello dell’Ufficio Urbanistico Regionale.

Il PUG non è stato fatto ed io sono stato mandato a casa perché mi interessai su questo fronte. La decisione di accantonarlo era basata dalla volontà di edificare nelle zone centrali e con la sua stesura questo non sarebbe stato consentito. Bisogna dirlo chiaramente».

È stato approvato anche il Piano Urbano del Traffico: fra le novità l’aver riservato Piazza Mitrano ai residenti, mentre ci saranno più posti auto a pagamento in Via Cisternino. Il tuo giudizio?

«I residenti del centro storico ormai li possiamo contare sulle dita delle mani. Se parliamo di b&b, invece, potremo avere dei numeri. Ma io mi chiedo: come si fa a non capire che questa forsennata politica turistica fa allontanare gli abitanti dal borgo antico? Un giovane come fa ad andare a vivere lì? Ci sono vicoli in cui non si può passare a piedi, situazioni inaccettabili. Il centro storico è un bene pubblico ed il progetto politico di questa Amministrazione qual è? Mi soffermo sui posti auto a pagamento in Via Cisternino: li condivido se viene ampliato anche il parcheggio del cimitero. Lì c’è un’area a ridosso, che collega alla circonvallazione. Pochi anni fa abbiamo presentato un progetto, ma la precedente Amministrazione in quello stesso bando ha puntato sulle chianche in Via Nardelli. È andata male però. Risultato: non abbiamo le chianche e manco i parcheggi! Per gli stalli a pagamento che dire? È una scelta politica… ma non è che se li metti a pagamento di colpo aumentano!».

Per i Lavori Pubblici, l’Amministrazione sul fronte PNRR ha colto l’opportunità del Parco Urbano “Green Belt”. Si tratta di un progetto per te convincente?

«Non conosco i dettagli. Nei lavori pubblici vanno definiti i costi di gestione, perché io posso comprare l’auto, però devo prevedere quanto spenderò per la sua manutenzione. Opere verdi e faraoniche in un paese di collina? Avrei puntato su altro: ad esempio ad un importante progetto per parcheggi moderni in considerazione anche del turismo. Permettimi di aggiungere una considerazione a cui tengo molto…».

Prego…

«Occorrono opere pubbliche al servizio dei cittadini. Bisogna risolvere la questione per l’affidamento del centro in Via Difesa, farlo urgentemente. In un paese dove non c’è un ospedale come si fa a non affidare questa struttura a realtà benefiche che si occupano di prevenzione sanitaria? Ci sono persone che non hanno i soldi per passare una visita, questi aspetti un politico li deve vedere, li deve prendere a cuore…».

Servizio rifiuti. Nel 2026 ci sarà il nuovo bando. Credi che vada cambiata rotta, come sosteneva Porta Nuova, propendendo per le isole ecologiche rispetto al porta a porta esteso nell’agro?

«Dobbiamo intenderci bene. Quando si fa una gara d’appalto, tipo questa che ho seguito personalmente, devi sapere bene cosa vuoi dall’appaltatore. Non farti dire da lui quello che vuole. Le valutazioni per la zona agricola, per esempio, devono essere diverse da quelle del centro. Il nostro è un territorio che ha strade per circa 500 km. Il porta a porta non è economicamente sostenibile. Stop. C’è un costo che si aggira sui 3 milioni di euro. Se in campagna realizziamo delle isole ecologiche come quelle di Fasano, che funzionano benissimo, il cittadino fa un km di strada e conferisce quando vuole. Ragion per cui l’operatore ecologico non si reca presso 750/800 abitazioni ma un paio di volte a settimana in circa 25 centri dislocati. E poi vedi che risparmio c’è per il Comune ed il cittadino dell’agro! Così facendo in campagna si può pagare la metà rispetto ad ora. Vorrei inoltre ricordare che in passato era stato indicato il “calcolo virtuale” per i rifiuti. C’è anche il codice a barre sui mastelli che lo conferma. C’è un’enorme disparità di trattamento per i costi in base a quanto si conferisce. Nella zona industriale c’è chi paga 18-20 mila euro circa e non conferisce una busta. Non è accettabile, occorre una “giustizia contributiva”. Ma nessuno fa nulla in questo senso…».

Tanti visitatori nel periodo natalizio per le luminarie nel centro storico. Soprattutto visite pomeridiane e per i tecnici non si tratta di turismo ma escursionismo. Che idea ti sei fatto in questi anni?

«Sono schietto. La democrazia ha, ahimè, esaurito la sua carica propulsiva. I partiti non ci sono più, almeno come li intendevo io. Così nel centro storico “i padroni della casba” fanno molti soldi… Ma il problema reale è la politica che non mette un minimo di equilibrio. Quanti incontri partecipativi con i residenti vi sono stati su questa tema? Nessuno! Ho sempre auspicato la democrazia partecipata. La strada della consultazione referendaria a questo punto è l’unica da seguire».

Ed a proposito di politica, nel 2020 sei risultato il secondo dei “non eletti” nella lista “Innova” con 344 voti. Ai tuoi amici di viaggio quale suggerimento vorresti dare?

«I consigli si danno nei luoghi giusti, non sui giornali. Perchè i suggerimenti politici a volte non sono delle poesie. Ma possono essere un rimprovero e si danno nelle sedi opportune… soprattutto di persona… Dico solo che in questa fase, vista la situazione in Consiglio, era necessario smuovere maggiormente le acque…».

Va bene dai, riformulo la domanda: ci fai il nome di un consigliere comunale che hai apprezzato particolarmente?

«Certo. Se in passato non avessi avuto un supporto come Giovanni Oliva non avrei potuto esprimermi come mi sono espresso. È una persona che potrebbe benissimo fare l’amministratore in questo paese. Il nostro è stato un bel binomio: di un ragazzo giovane che aiutava un uomo di sessant’anni. Il resto è un corollario che si è formato intorno. Abbiamo fatto delle cose spettacolari, fra cui le primarie senza soldi. Abbiamo contrastato un’Amministrazione forte come quella di Scatigna. Giovanni è stato uno stacanovista. Una comunità come Locorotondo non può fare a meno di una persona con quelle capacità tecniche ed intellettuali. Io glielo riconosco, spero lo faccia anche lui con me (ride)…».

Ma concretamente, facendo due calcoli: come potete vincere le elezioni?

«Locorotondo è un paese di destra… temo non moderna come quella rappresentata da Fini, che stimavo. È importante trovare un candidato sindaco trainante. Altrimenti occorre inserire in lista candidati capaci di ottenere 500 voti. Non si sa come… io i voti non li ho mai chiesti ma li prendevo. Bisogna essere convincenti in agro. Al di là di quello che può accadere all’Amministrazione nei prossimi mesi, il centrodestra rimane favorito. Specie in campagna».

Un bilancio sull’operato dell’Amministrazione Bufano?

«Tonio Bufano… una brava persona».

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Aprile 2024]

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