Le radici, le ali, il volo di una Scuola Agraria

Foto in evidenza da Donato Bagnardi. Roma 2007 – Presentazione del libro: Murolo G., Fatti e figure dell’insegnamento agrario, Reda, 2007. Da destra: si riconoscono il prof. Martino Pastore, all’epoca presidente del CRSFA e già preside (il primo) e l’ispettore scolastico Giuseppe Murolo (il terzo). Da sinistra: il vicepreside prof. Vincenzo Cervellera (il secondo)

IL CENTENARIO

Locorotondo. Nel centenario della scomparsa di Giovanni Basile Caramia

 

di Donato Bagnardi

 

1922-2022. Siamo al centenario della scomparsa di Giovanni Basile Caramia, fondatore della Scuola Agraria nel suo paese natio, Locorotondo. Con le sue decisioni testamentarie, rese note il giorno del suo decesso, l’11 aprile 1922, originava il cammino di una realtà scolastica destinata a segnare la vita culturale e socio-economica del nostro territorio, e oltre. Prima sede della Scuola, lo stabile ottocentesco della masseria Ferragnano, edificato, nel 1811, ad opera del locorotondese Francesco Caramia, nato dal matrimonio tra Giuseppe Caramia di Martina Franca e Maria Maddalena Pinto, vedova del benefattore Vito Antonio Montanaro, cui originariamente apparteneva la Masseria. Con testamento del 1847 Francesco Caramia nominava suo erede universale il piccolo Giovanni Basile, di circa quattro anni, che assumeva così il cognome anche di Caramia.

Il centenario della scomparsa del fondatore ci dà motivo per una rapida ricognizione di alcune tappe evolutive della Scuola, sin dall’inizio amministrata dall’Ente “Basile-Caramia”. Nata con l’intento di offrire un’istruzione agraria ai figli degli agricoltori poveri del suo Comune, essa venne evolvendosi secondo tre fasi. La prima fu quella del radicamento. Inaugurata il 21 marzo 1937, la Scuola da modesto corso biennale di avviamento professionale a tipo agrario si trasformava dal 1946-47 in Scuola triennale, dal 1951-52 in Istituto Tecnico Agrario parificato, dal 1958-59 in Istituto Tecnico Agrario Statale. Nel 1953-54, con le sue prime quattro classi veniva trasferita nella sede di un nuovo edificio, appena completato nella sua prima ala. Nel luglio del ’59 otteneva il corso di specializzazione in Viticoltura ed Enologia, unico in Puglia, Basilicata e Calabria.

Il fondatore Giovanni Basile Caramia (riproduzione foto Michele Giacovelli)

Il radicamento della Scuola proseguì per tutti gli anni Sessanta e Settanta sul piano strutturale, istituzionale e organizzativo. Pensiamo alla creazione della Cantina didattica; ai lavori di ampliamento e sopraelevazione dell’edificio scolastico; alla pubblicazione nel ’63 della rivista bimestrale “Rassegna pugliese di tecnica vinicola ed agraria”; all’attivazione nel ’65 del convitto, con i suoi primi 18 studenti. Tra le figure di spicco di questa prima fase: il prof. Giuseppe Boccardi, direttore tecnico dell’Ente, direttore didattico della Scuola e poi primo preside; il commissario prefettizio dell’Ente Pietro Curione; l’arciprete parroco don Orazio Scatigna, presidente dell’Ente e poi del Consiglio di Istituto; i presidi professori Angelo Giorgio Mutinati e Felice Petruzzi.

Con la seconda fase, che si apriva con gli anni Ottanta, l’Istituto metteva le ali sul territorio, proponendosi la riqualificazione della formazione complessiva degli allievi. L’attenzione al territorio, già presente negli anni Settanta, ora veniva inserita strutturalmente nello scenario strategico ed operativo della Scuola. Tra le iniziative: nel 1984-85, l’avvio della sperimentazione didattica del Corso di specializzazione in Viticoltura ed Enologia; nel 1986, la sperimentazione didattica del progetto “Cerere 90”; nell’anno successivo, la ripresa della rivista con il nuovo titolo di “Cerere” e la partecipazione alla costituzione del Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura, oggi presieduto dal rag. Michele Lisi.

La terza fase si apriva con i primi degli anni Novanta, allorchè la Scuola, poi unificata dal 1997 con quella analoga “Francesco Gigante” di Alberobello, spiccava il volo dai ristretti recinti localistici verso i più ampi territori europei. Basti pensare agli scambi a Strasburgo per la definizione del progetto denominato “Europea” e alla conseguente costituzione dell’Associazione Europea. Prezioso, nell’avvio di questa nuova fase, il lavoro di squadra, competente e appassionato, dell’Ispettore scolastico Giuseppe Murolo, del preside prof. Martino Pastore, del vicepreside prof. Vincenzo Cervellera e del preside dell’ITAS di Remedello prof. Luigi Mattioli. Tra le altre realizzazioni, si passava dai corsi post-diploma ai corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Nel 2010, l’Istituto partecipava come Capofila alla costituzione della Fondazione di un Istituto Tecnico Superiore (ITS) Agroalimentare – Puglia (Polo di Locorotondo), attuale presidente il prof. Vito Nicola Savino. A sostenere questi processi, tra gli altri, i successivi dirigenti scolastici Giovanni Cardone, Marcello Ruggieri e Raffaele Fragassi. Oggi a raccogliere l’eredità di questo complesso cammino è la professoressa Angelinda Griseta, dirigente scolastica dell’IISS “Basile Caramia-Gigante”, di continuo impegnata a promuovere una formazione sempre più qualificata nel segno dell’innovazione e dell’ampliamento degli orizzonti operativi.

Il Comitato preposto all’organizzazione del giorno della celebrazione del centenario (il 15 giugno) sin dal suo insediarsi ha avuto tra i suoi principali intenti quello di fare dell’evento un’occasione per rilanciare la Scuola con rinnovato vigore e aggiornata progettualità condivisa. A testimoniarlo i passaggi programmati: dai saluti delle diverse autorità scolastiche e politiche ai vari interventi non solo sugli aspetti storici ma anche sull’attuale fisionomia della Scuola e sulle nuove prospettive di sviluppo.

Certo, se oggi questa realtà scolastica è divenuta di prestigio, lo si deve alla tenace volontà di decine di amministratori, di presidi e docenti che si sono susseguiti con l’unico obiettivo di avvicinare sempre più i luoghi della formazione a quelli della produzione e del mondo del lavoro. Ne sono prova i diversi successi e riconoscimenti che tuttora va riscuotendo per la sua intensa e incessante attività.

1936-37 – Sulla destra, lo stabile ottocentesco di masseria Ferragnano. Prima sede della Scuola Agraria di Locorotondo (Archivio Paola Boccardi)

L’evento del centenario ha spinto l’Istituto a dare conto nel dettaglio del lungo cammino compiuto con una specifica pubblicazione che raccoglie diversi contributi specialistici, dal titolo: Da contadini poveri a cittadini europei. Dal testamento di Giovanni Basile Caramia all’Alta Formazione in Agricoltura – AGA, Alberobello. Questo volume esalta l’ordito e la trama del tessuto di una Scuola, sempre nuovo perché in continua revisione, e fa emergere il merito dei tanti tessitori, da sempre uniti da un profondo “senso di comunità”. La dirigente scolastica, a più riprese, lo rileva nella sua Introduzione al volume, dove aggiunge: “Il sentire comune è quanto ha sempre contraddistinto la nostra comunità scolastica: ritrovarci a ricordare Giovanni Basile Caramia nel centenario della sua morte significa celebrare la Scuola e la Formazione”.

Giovanni Basile Caramia verrà ricordato come un costruttore di beni comuni e relazionali, dal forte senso di appartenenza alla sua terra. Suo merito è stato quello di intervenire sul nesso che legava povertà, assenza di istruzione e arretratezza economica. Una grande lezione di civiltà, custodita dal suo paese natio.

Se oggi Locorotondo è tra i Borghi più belli d’Italia, lo si deve anche alla bellezza delle scelte testamentarie di Giovanni Basile Caramia.

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Giugno 2022]

Agorà

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