Locorotondo. Presentato il progetto del parco urbano in zona Acchino

URBANISTICA

L’iniziativa rientra nell’ambito della rigenerazione urbana. Si punta a recuperare risorse dal PNRR

 

di Orazio Perillo

 

Si è svolta lo scorso 27 maggio, presso l’auditorium Boccardi dell’I.I.S.S. Basile-Caramia, la presentazione del progetto del parco urbano in zona Acchino, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Locorotondo si rigenera”. Il progetto rientra nel più ampio disegno di rigenerazione urbana pensato dall’Amministrazione Comunale: ad illustrare le iniziative sono stati fra gli altri il sindaco Antonio Bufano e l’assessore all’urbanistica Rossella Piccoli. «La politica deve fare scelte importanti ma soprattutto intelligenti – ha spiegato Bufano. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita di cittadini e visitatori, tutelando l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi come indica l’art. 9 della Costituzione – ha aggiunto il Sindaco».

L’idea complessiva di rigenerazione prevede la creazione di una cinta verde attorno al paese, cosiddetta green belt (vedi articolo dedicato), nell’area che parte da Masseria Ferragnano, passa da contrada Marangi e via Pantaleo per arrivare al parco urbano. Per quest’ultimo la zona interessata (di circa 5 ettari) è quella che si estende fra via De Gasperi e l’ex contrada Acchino: un’idea, quella del parco, non nuova, già discussa anni fa nell’iter di definizione del Documento Programmatico Prelimininare redatto dall’architetto Eugenio Lombardi, durante la consiliatura del compianto Giorgio Petrelli.

Ma come spiegato nel corso della presentazione dall’architetto Angelo Papio (fra i progettisti incaricati), l’area del parco è costituita da una dolina con particolari caratteristiche che impediscono interventi invasivi. Attualmente – ha affermato l’Architetto – è composta da una parte che va riqualificata, cioè quella più vicina al borgo antico che è fortemente antropizzata ed in cui sono presenti edifici prospicienti, mentre dall’altra vi è una forte presenza arborea e di vigneti al centro. Il progetto vede la creazione di vari spazi distinti: un prato/anfiteatro, un laghetto artificiale, una zona, quella più a nord, completamente rimboschita ed un vigneto urbano nella direzione sud. Previsti inoltre, la costruzione di percorsi pedonali e ciclabili, spazio relax intergenerazionale, cisterne di raccolta di acqua piovana ed una zona parcheggio nella direzione nord (via Fasano).

Il primo cittadino Antonio Bufano e l’ass. all’Urbanistica Rossella Piccoli

L’assessore Piccoli ha invece ribadito la volontà dell’Amministrazione di proseguire sulla strada della rigenerazione urbana, dopo dieci anni di sostanziale fermo: «Stiamo accelerando sui progetti di rigenerazione previsti con il PIRU, coinvolgendo anche i privati proprietari delle aree interessate – ha affermato l’Assessore. Vogliamo porre le basi per una città diversa, iniziando un percorso fatto di scelte urbanistiche importanti che non vogliono dire solo espansione edilizia». Una posizione che esclude la possibilità di introdurre nel medio periodo un nuovo e moderno Piano Urbanistico, ma significativa almeno nelle intenzioni, per un territorio che nel corso degli ultimi decenni ha subito scelte urbanistiche che sono andate nella direzione opposta, caratterizzate per lo più dalla forte cementificazione degli spazi: a testimoniarlo anche l’ultimo rapporto pubblicato sul consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA): Locorotondo nel 2020 ha registrato il 16,2% di suolo consumato, con un piccolo incremento rispetto al 2019.

L’ambizioso progetto del parco urbano però deve fare i conti con due ordini di problemi: la finanziabilità e i tempi che ne rendono la realizzabilità tutt’altro che semplice.

Sul primo punto un aiuto potrebbe arrivare dalla risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cosidetto PNRR. A spiegarlo è stato l’architetto Giuseppe Mele, tecnico incaricato dall’Amministrazione: «I progetti pensati rientrano pienamente negli obiettivi e nei requisiti previsti dal PNRR. Ma occorrerrà rispettare due importanti scadenze, quella del 2023 entro la quale dovranno essere appaltati i lavori, e quella del 2026 in cui gli interventi dovranno essere ultimati. Una tempistica stringente, soprattutto la prima, resa ancor più gravosa per via delle operazioni di esproprio da portare a termine e le relative procedure autorizzative e burocratiche necessarie.

[Immagine in evidenza dal Comune di Locorotondo, clicca qui per prendere visione del Pdf]

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Giugno 2022]

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