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Luca De Michele: «Servono più dialogo e confronto, non ci spaventa tornare a casa»

L’INTERVISTA

Il capogruppo di “Coraggio, Locorotondo!” parla dei rapporti nella maggioranza e delle prospettive politiche

 

di Orazio Perillo

 

La novità politica delle ultime settimane è sicuramente il gruppo consiliare “Coraggio, Locorotondo!”, nato in seno alla maggioranza ma con l’obiettivo di ridefinirne obiettivi e metodi. L’iniziativa vede in prima fila l’assessore Ermelinda Prete ed i consiglieri Mariangela Convertini, Francesco Caramia e Luca De Michele (capogruppo). Con quest’ultimo abbiamo fatto il punto sulla situazione politico-amministrativa e sulle prospettive future.

Consigliere De Michele, il nuovo gruppo “Coraggio, Locorotondo!” è subito risultato decisivo in Consiglio Comunale, scongiurando l’aumento delle tariffe del trasporto scolastico.

«Era uno dei nostri obiettivi. L’assessore Prete, che a nome del gruppo ringrazio, già da tempo aveva evidenziato la necessità di individuare un’alternativa a questa scelta. Il muro eretto dal primo cittadino su una questione cruciale per le famiglie locorotondesi ha alimentato l’idea di dover costituire un nuovo gruppo per far valere le nostre ragioni».

 

Come si è riusciti a far convergere tutto il Consiglio sull’emendamento?

«Abbiamo dimostrato con l’emendamento e la mozione sulla revoca della delibera di Giunta che lavorando bene e nell’esclusivo interesse dei cittadini è possibile far convergere tutte le forze politiche. La caparbietà e la compattezza del nostro gruppo, nonostante i vani tentativi esterni di dividerci, sono stati determinanti».

Quello del vostro gruppo è stato un voto sì favorevole al bilancio di previsione ma non senza riserve.

«Come ho potuto spiegare in Consiglio, il voto favorevole non è stato un atto di benevolenza nei confronti della maggioranza o del sindaco Bufano: è stato un chiaro segnale di responsabilità. Non potevamo mandare il Comune, in questo delicato momento storico, in esercizio provvisorio. Avrebbe significato una vera sciagura. Ma anche per il completamento del lavoro compiuto con l’emendamento, che di fatto ha scongiurato l’aumento delle tariffe del trasporto scolastico. Bocciare il bilancio avrebbe significato tradire le nostre buone e coraggiose intenzioni».

Ma quali sono state le criticità riscontrate nel bilancio?

«Alcune le dovremo necessariamente affrontare nel prossimo futuro. Basti pensare al capitolo relativo all’Istituto Comprensivo che si riduce di ulteriori 2 mila euro o all’assenza di fondi per cultura e turismo, in un paese a forte vocazione turistica. Bisognerà rivedere, nella maniera più assoluta, le somme esorbitanti previste per lo staff del sindaco che passano da zero a 60 mila euro. Poi le altre urgenze. Ci sono bandi che devono immediatamente partire, penso alla mensa o al trasporto scolastico e regolamenti da approvare come quello sui contributi alle associazioni. In tal senso il consigliere Caramia è già a lavoro da settimane».

Nella presentazione il gruppo “Coraggio, Locorotondo!” ha parlato di logiche obsolete, rilancio dell’azione amministrativa e necessità di dialogo. Sembra la bocciatura dell’operato del sindaco Bufano.

«È una bocciatura netta e senza esitazioni di quello che non abbiamo condiviso sino ad ora, non dell’intero operato del Sindaco. È la bocciatura di un metodo che non abbiamo più potuto condividere: la mancanza di dialogo e confronto interno. Non possiamo essere automi che, al momento opportuno, devono semplicemente alzare o abbassare la mano in Consiglio. Non è per questo che abbiamo chiesto il consenso ai locorotondesi ma per rappresentarli al meglio. Un ruolo che va svolto come si deve: quando si prende coscienza di aver imboccato una strada non condivisibile occorre mostrare forza e coraggio per apportare i dovuti correttivi».

Fra i rilievi mossi anche l’incapacità della politica che ha spesso delegato alla parte tecnica le scelte che le competono. Come è stato possibile che accadesse?

«Ce lo chiediamo anche noi. Ad un certo punto è sembrato che la politica avesse deciso di abdicare totalmente alle intenzioni dei tecnici. Accade quando il politico dimentica di svolgere il proprio ruolo ed il tecnico comincia a sostituirlo. Sono ruoli che devono essere sempre mantenuti distinti. Il nostro gruppo ha le idee chiare circa gli obiettivi da percorrere. Siamo convinti che un bravo politico debba saper dare indirizzi, chiari e precisi, e che un bravo tecnico debba lavorare per tradurli in atti amministrativi, ricercando le soluzioni più congrue. Se un ruolo ha ingerenza sull’altro si finisce per amministrare un Comune che, nei fatti, è già stato commissariato».

Anche sull’affidamento dell’ex caserma “Coraggio, Locorotondo!” ha evidenziato perplessità su quelle che sono state le scelte compiute dal primo cittadino.

«Ci siamo posti degli interrogativi ed abbiamo voluto vederci chiaro. Dobbiamo ringraziare la consigliera delegata Convertini che ha seguito l’intero iter. Quello dell’ex caserma è stato e continua ad essere un punto cruciale. Si tratta dell’affidamento di un importante complesso del patrimonio comunale, quindi di tutti noi. Ad oggi è certo solo che è stata siglata una convenzione con un’associazione con sede a Fasano. Non sappiamo altro se non che gli ingressi della struttura sono ancora chiusi a chiave. Su questo argomento chiederemo presto nuove delucidazioni».

Il capogruppo di “Coraggio Locorotondo” Luca De Michele

Altra questione delicata quella dei locali di via Mercato, su cui il vostro gruppo ha votato la mozione dell’opposizione. C’è il rischio che si concretizzi un danno per l’Ente?

«In generale se un locatario non paga i canoni di locazione il rischio che si realizzi un danno per l’Ente è sempre potenziale. Poi bisogna essere bravi ad evitare di trasformare un rischio potenziale in un fatto concreto. Votare sfavorevolmente quella mozione avrebbe potuto comportare questo rischio».

In virtù degli ultimi scossoni politici, c’è chi prevede la fine anticipata della consiliatura. Vede possibile questa prospettiva?

«Siamo e saremo sempre dei convinti sostenitori della vivacità democratica intesa come dialogo e confronto. Qualora si accetti l’idea che due gruppi consiliari possano avere visioni diverse, che potrebbero anche sfociare in voti differenti, allora credo che non ci sia alcun allarme sulla tenuta di questa Amministrazione. Se, al contrario, qualcuno crede che il gruppo “Coraggio, Locorotondo!” debba semplicemente continuare ad alzare la mano, posso affermare che ognuno di noi ha delle professioni e mai ha vissuto di politica. Tornare a casa non è una prospettiva che ci spaventa, vogliamo essere chiari».

Ci si avvicina in ogni caso alle elezioni comunali ed inevitabilmente rimbalzano i primi rumors su liste e candidature. Che ruolo potrà recitare “Coraggio, Locorotondo!” nella costruzione di una nuova proposta politica?

«Una delle accuse che ci sono state mosse in ambienti politici è che la creazione del gruppo sia stata fatta per fini elettorali. Nulla di più sbagliato. Chi afferma questo o è in malafede o dimostra di non saper leggere la politica o, peggio, teme di tornare a casa. Se un politico vuole a tutti i costi restare seduto dov’è, significa che trae interesse personale da quello che fa. Non è fortunatamente il nostro caso. Il lavoro che vogliamo portare avanti è orientato al presente e non al futuro. Con questo spero di aver chiarito, una volta per tutte, che “Coraggio, Locorotondo!” nasce per dare risposte, non per cercare voti».

C’è comunque la possibilità che il gruppo consiliare possa costituirsi in movimento politico?

«Quando terminerà il mandato del sindaco Bufano ogni consigliere comunale ragionerà sul suo futuro politico, sia in maggioranza che in opposizione. Stessa cosa faranno i consiglieri del gruppo “Coraggio, Locorotondo!”. Al momento nessuna idea di futuro resta esclusa».

Infine consigliere De Michele, quale augurio vuol rivolgere ai locorotondesi per l’anno appena iniziato?

«Che la politica locale possa tornare presto ad occuparsi dei problemi dei cittadini e meno delle aspirazioni politiche dei consiglieri di “Coraggio, Locorotondo!”. Sarebbe un bel regalo per i cittadini, oltre che un atto di profondo rispetto verso chi chiede soluzioni e non chiacchiericcio e gossip politico».

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Gennaio 2024]

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