Mariangela Convertini: “Siamo carne. Siamo cuore. Siamo intelletto. Cerchiamo di diventare anche voce”

COM-PRENDIAMO

Dalla nostra rivista. “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.” Isaac Asimov

 

di Anna Lodeserto

 

“È violenza contro le donne ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.” Così recita l’articolo 1 della Dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Dall’inizio dell’anno, sono state più di 80 le donne che hanno perso la vita per mano maschile.

“Un raptus di follia” lo chiamano.

“Mi dispiace. Non lo farò più. Ma tu, donna, mi hai fatto perdere la pazienza!”.

Provano a giustificarsi in questo modo, i piccoli esseri di sesso maschile, dinanzi ad una donna che si medica le ferite e nasconde i lividi.

19 ottobre 2021. “La riduzione della tampon tax è stata inserita nella Legge di Bilancio 2022”.

Ciò significa che l’aliquota scenderà dal 22% al 10% per i period products.

Purtroppo, nel nostro Paese, quando si parla di donne è necessario partire dalle basi. Ad esempio, è opportuno ribadire un concetto semplice: il ciclo non è un lusso!

Un computer, una barca, un elicottero, un aereo privato rientrano nella categoria lusso, non il ciclo mestruale!

Ma, noi siamo anche il Paese che ha previsto la tassazione per il tartufo pari al 10% (5% quando è fresco) perché ritenuto un bene di prima necessità.

“Per molti – ha dichiarato Mariangela Convertini, consigliera delegata alle Pari Opportunità del Comune di Locorotondo – il mio attaccamento al tema sulla violenza di genere potrebbe risultare asfissiante. Da sempre credo che la cosa giusta sia non tacere, ma portare alla luce temi sociali che pensiamo essere lontanissimi dalla nostra realtà ma che, a ben guardare, risultano più frequenti di quanto immaginiamo. Io non credo che le donne siano fragili, perché l’atroce verità è che serve molta forza per sopportare soprusi e offese. Non credo che siamo sottovalutate, perché non si mette all’angolo chi si sottovaluta ma chi si teme, per arginare, per smussare impeti e desideri. Penso, però, che noi donne restiamo troppo romanticamente innamorate dell’amore. Ed è questo il problema: pensiamo che per amore bisogna sopportare, perdonare, accettare dimenticando, spesso, che l’amore genera reciprocità. L’amore dona coraggio, non sottrae forza. L’amore moltiplica i sorrisi, non divide i cuori. Ed è per questo – ha continuato Mariangela Convertini – che cerco di mantenere, con costanza, l’attenzione su un tema tanto delicato quanto sminuito. Ho imparato a non sottovalutare due occhi schivi e bassi. Ho imparato a leggere dietro sorrisi impostati. Mi sono interrogata ed ho capito che quello che serve è fare rumore, sottolineare che esistono animi cariati dalla dipendenza, cervella sfatte dalle accuse e corpi lividi a causa della violenza. Riconosco che parlare rende edotti, ascoltare scardina e scuote. Per questo continuo a finanziare progetti di teatro sul tema violenza nelle scuole, perché è lì che si formano le donne di domani, lì si posano i mattoni di una identità sicura e capace di scindere il bene dal male e l’amore dal senso di possesso. Non mi stancherò mai di chiedere a tutti di denunciare. Potranno pure aver posseduto il vostro corpo, aver imputridito la vostra carne e lacerato il vostro cuore, ma se non vorrete, se denuncerete, non avranno mai il vostro cervello. Siamo carne. Siamo cuore. Siamo intelletto. Cerchiamo di diventare anche voce”.

Questo è un articolo scritto a più mani perché, insieme, si può trasformare un singolo sussurro in un collettivo grido di libertà e per la libertà. Di tutte le donne. Per tutte le donne.

“Sono solo parole.

Chissà cosa ha fatto quella per lavorare!

Sono cose da maschi.

Se va in giro vestita così! Alle tre di notte era per strada da sola? Se l’è cercata!”.

Avete mai sentito queste affermazioni rivolte ad un uomo? Sicuramente no. Delle volte – ha dichiarato Annalia Grassi, una giovane donna che a febbraio sarà proclamata Dottoressa in Sociologia e Criminologia – chi le pronuncia si giustifica dicendo che sono solo parole, che si tratta di un modo di dire e che, soprattutto, non si tratta di violenza. Difatti, le parole sono solo parole. Se è vero, però, che servono per esprimere un’idea e sono la traduzione dei nostri pensieri, allora, non sono solo soltanto parole: sono violenza! Quando diciamo no alla violenza sulle donne, quando crediamo nell’uguaglianza di genere, dobbiamo agire coerentemente in ogni ambito della nostra vita, senza cadere nella leggerezza, nella rassegnazione e nello sconforto. I più piccoli ci imitano e siamo noi adulti l’esempio che seguono. Un bambino che ascolta quelle parole potrebbe pensare, erroneamente, che le sue compagne siano inferiori rispetto a lui; crescendo, poi, potrebbe pensare che non ci sia nulla di sbagliato nel deriderle, nell’offenderle perché tanto sono delle buone a nulla. Da adulto potrebbe arrivare, persino, a pensare di sfregiare una donna che non si comporta come lui vorrebbe, perché lei è una sua proprietà. Siamo ancora convinti che siano solo parole? 743mila donne hanno subito, almeno una volta nella vita, violenza psicologica, fisica o sessuale. Nel corso della Storia le donne, anche se conosciamo meno i loro nomi rispetto a quelli degli uomini, ci insegnano che i loro contributi, anche se osteggiati e sminuiti, sono stati essenziali per la nascita e per l’arricchimento della cultura italiana. Donne, possa la storia di ogni donna vittima di violenza e di tutte coloro che hanno lottato, ed ancora lottano, farvi credere sempre più in voi stesse, nelle vostre capacità e nei vostri sogni. Non lasciate mai che vi sminuiscano, non credete mai di valere meno di qualche altro solo perché ve lo dicono. Come diceva Seneca, è importante solo quello che tu pensi di te non quello che pensano gli altri. Voi uomini, invece, amate le donne e basta.”

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Novembre 2021]

Agorà

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