Sottoscrittori del Manifesto per il Centro Storico di Locorotondo: i punti analizzati

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In seguito all’incontro del Comitato di residenti del Centro Storico di Locorotondo, dei giorni scorsi, pubblichiamo gli aspetti analizzati con le richieste emerse

 

Pubblichiamo integralmente la nota pervenuta in redazione, con le richieste e le analisi fatte dai sottoscrittori del Manifesto del Centro Storico di Locorotondo. Di seguito.

 

(iniziative per tutelare i diritti dei residenti e cittadini sensibili alla salvaguardia della storia, della cultura, della tradizione e del patrimonio architettonico del paese)

I firmatari del Manifesto per il Centro Storico (cittadini residenti nel Centro Storico e abitanti dell’intero Paese) si sono incontrati in data 14.01.23 per analizzare le ormai annose questioni che concernono diversi aspetti della vita nel ns. Paese.

In sintesi :

  1. ZTL

Ogni anno, da almeno un lustro, noi cittadini veniamo convocati dall’amministrazione di turno prima dell’avvio della stagione estiva per un confronto pubblico sulla chiusura del traffico e, puntualmente, le nostre istanze e diritti vengono disattese in palese violazione della legge.

La chiusura al traffico con l’utilizzo di transenne o comunque ostacoli fissi, comporta di fatto la pedonalizzazione della parte alta del corso e di via Nardelli costituendo un grave impedimento alla mobilità e al diritto di accesso alle proprie abitazioni da parte dei residenti e a compiere anche le semplici operazioni di carico/scarico consentite solo teoricamente.

Noi residenti siamo favorevoli all’istituzione della ZTL, tuttavia con sistemi elettronici di controllo degli accessi e conseguente eliminazione delle barriere fisiche e valida 24 ore senza le limitazioni orarie e le sue differenziazioni in zone in un’area così ristretta come il ns. centro storico; per i residenti e altri aventi diritto (disabili, assistenti familiari, ecc.) l’accesso non può essere inibito per fasce orarie.

Diverse sono le sentenze dei TAR che, a fronte di interpretazioni errate da parte delle amministrazioni comunali della disciplina della aree ZTL, hanno dato ragione ai residenti e/o titolari di diritti di godimento su abitazioni/locali nelle aree ZTL.

I residenti si oppongono al tentativo di pedonalizzazione dell’intero centro storico che più volte viene riproposto e soprattutto di quell’arteria fondamentale per la mobilità costituita da Via Nardelli che è l’unica strada per far defluire il traffico veicolare dal centro storico. Si propone pertanto, sia per ragioni di sicurezza, sia per consentire ai pedoni il tranquillo passeggio sul marciapiede, lo spostamento dei dehors dei locali in corrispondenza delle porte di accesso agli stessi onde consentire una mobilità (sempre delimitata dalla ZTL) sulla corsia di destra della strada.

Si ribadisce che non possono essere stabiliti orari predefiniti di accesso per gli aventi diritto, fatto salvo le esigenze che possono verificarsi in occasione di singole manifestazioni pubbliche.

  1. VIVIBILITA’ NEL CENTRO STORICO

Lo sviluppo turistico della Regione Puglia ha comportato anche la crescita delle presenze turistiche nel nostro paese con la conseguente crescita dell’offerta di attività degli alloggi e delle attività di ristorazione e dei pubblici esercizi; la sempre maggiore presenza di esercizi pubblici in un contesto particolare come è il centro storico non può prescindere dalla tutela e dalla salvaguardia di diversi aspetti:

  1. salvaguardia dei residenti che lo vivono da sempre e lo conservano a vantaggio delle generazioni future, I RESIDENTI NON SONO OSPITI DEI TURISTI, PIUTTOSTO IL CONTRARIO, PER CUI LA PRIORITA’ E’ LA TUTELA DEI DIRITTI DEI RESIDENTI;

  2. tutela del patrimonio architettonico spesso nascosto da installazioni (tende, ombrelloni, addobbi di diverso tipo) che ne ostacolano la fruibilità e la visione stessa;

  3. tutela della vivibilità: divieto di posizionare tavolini di fronte agli ingressi delle abitazioni private e delimitazione delle aree occupate in prossimità delle mura di appartenenza dell’attività;

  4. limitazioni all’organizzazione di eventi sportivi o di altra natura che comportano il blocco dell’intero centro storico e di conseguenza lo spostamento in aree esterne e preposte allo scopo (ad es. Piazza Moro, c.da “Papacidde”, ecc.)

  5. cessazione della diffusione indiscriminata di musica con casse esterne ai locali (nelle prime ore pomeridiane e nelle ore notturne) e cessazione degli eventi musicali dopo le ore 24,00, come già disciplinato da regolamento comunale e da legge dello Stato, ma di fatto inapplicato; pertanto il riposo pomeridiano e notturno diventa praticamente impossibile ormai in tante zone del centro storico;

  6. per le ragioni di cui sopra occorrerebbe definire un orario di chiusura degli esercizi pubblici per evitare l’aggregarsi di persone e consentire il riposo notturno dei residenti, almeno entro le ore 1,00 o 2,00 del mattino;

  7. orari di pulizia delle strade con mezzi rumorosi coerenti con la necessità di riposo dei residenti, e comunque non prima delle ore 7,00 nei giorni lavorativi e ore 8,00 nei giorni festivi;

  8. divieto di utilizzo dei mezzi di amplificazione agli artisti di strada;

  9. controllo delle emissioni rumorose e dei fumi provenienti dalle attività di ristorazione, ad es. friggitorie che impediscono persino la possibilità di aprire le finestre;

  10. necessità di una adeguata vigilanza (imprescindibile in periodi di notevole affollamento del centro storico) per consentire il rispetto della LEGALITA’;

  11. attenzione va posta anche alla progressiva sostituzione degli alloggi per la residenzialità con gli affitti brevi destinati ai turisti senza una adeguata regolamentazione che definisca un rapporto coerente al fine di non alterare un giusto equilibrio tra le diverse esigenze abitative;

  12. da anni abbiamo chiesto di definire di concerto con l’amministrazione un regolamento delle buone prassi tra residenti e titolari di pubblici esercizi per consentire una convivenza pacifica.

  1. MANIFESTAZIONI ED EVENTI NEL CENTRO STORICO

  1. La tutela del centro storico e della sua vivibilità richiede che vengano limitati gli eventi organizzati al suo interno, l’esperienza di questi ultimi anni dimostra che gli afflussi indiscriminati di persone non sono più sostenibili né per i residenti né per gli esercizi pubblici spesso presi d’assalto soltanto per l’utilizzo dei servizi igienici;

  2. in ogni caso tali eventi devono essere classificati come “manifestazioni pubbliche” e pertanto assoggettate alla relativa normativa in materia di Sicurezza; con la presenza, ormai nota da diversi anni, di migliaia di persone, occorrerebbe un adeguato Piano della Sicurezza, concretamente adottato e che non resti solo sulla carta: vigilanza da parte di forze dell’ordine con concreti poteri (non vigilanza privata o addirittura di associazioni di volontari che non hanno alcun potere effettivo), limitazione degli afflussi per evitare pericolosi assembramenti, controllo dei sempre più frequenti episodi di violazione del centro storico (espletamento di bisogni umani nei pressi delle abitazioni, tentativi di entrare nelle abitazioni, deliberate azioni di disturbo dei residenti da parte di gruppi di facinorosi provenienti da Comuni limitrofi con l’obiettivo di effettuare azioni di disturbo);

  3. tali eventi vanno considerati alla stessa stregua di un concerto pubblico o una manifestazione sportiva con l’aggravante che non si svolgono in uno spazio aperto, bensì in un contesto di stradine e viuzze ristrette e in aggiunta abitate; si chiede pertanto di dotare il paese di organi di vigilanza (vds. Polizia urbana , Stazione dei Carabinieri attiva 24 ore) a presidio del territorio e del rispetto delle leggi onde consentire il ripristino della LEGALITA’ nel ns. Paese;

  4. la gestione dei flussi di visitatori deve assolutamente essere regolamentata impedendo il blocco della viabilità cittadina e anche extra-urbana e il parcheggio indiscriminato in qualsiasi area del paese, la gestione di tale aspetto va affidata a forze dell’ordine e non a volontari che non hanno alcun potere regolamentare e sanzionatorio;

  5. limitazione alle ulteriori installazioni negli spazi esterni (piante, casette di legno) che occupano il già limitato spazio di calpestio nel centro storico aggravando la formazione di insostenibili ingorghi; le casette in legno si potrebbero installare, ad es., in piazza Moro o qualche altra area in cui non sarebbero di alcun intralcio;

  6. estrema attenzione va posta alla grave perdita della vita sociale di tutti i cittadini di Locorotondo impossibilitati a raggiungere il centro storico e la chiesa Matrice, da sempre importante punto di riferimento, e pertanto la perdita di un patrimonio di relazioni che sono anch’esso il cuore pulsante di un Paese; ci si ritrova pertanto ad avere un paese STOP AND GO che alterna periodi di sovraffollamento a periodi di assoluto svuotamento perché i residenti del paese hanno ormai dirottato le loro frequentazioni e attività all’esterno del centro storico che pertanto resta frequentato solo dai turisti; più volte l’amministrazione comunale è stata invitata a valutare con estrema attenzione le azioni amministrative che progressivamente stanno mettendo in atto il pericolo processo di gentrificazione;

  7. non da ultimo, in piena emergenza climatica ed energetica, la pubblica amministrazione dovrebbe essere in grado di dare un esempio di sobrietà e sostenibilità, non è possibile pensare a manifestazioni che continuano a consumare risorse mentre occorre una seria riflessione su tematiche dalle quali dipende il futuro del ns. pianeta, ad. es. si dovrebbe pensare ad eventi di impatto e durata molto contenuta.

I residenti, dopo aver curato e conservato per anni questo paese amatissimo, a tal punto che la pulizia delle mura delle abitazioni era definita “allattare” come il gesto più caro della cura di una madre, residenti che hanno sempre curato anche le strade come fossero parte integrante delle proprie abitazioni, e che di questa cura avevano fatto il tratto distintivo apprezzato dai viaggiatori che lo hanno frequentato da sempre senza invaderlo, si sentono ora respinti, inascoltati dall’amministrazione cittadina ed in molti casi invitati ad abbandonare le proprie abitazioni .

Una pubblica amministrazione dovrebbe essere in grado di non seguire le effimere mode del momento, la risonanza solo mediatica (tra l’altro decisamente falsata in quanto le immagini che sono veicolate dai social mostrano il paese in condizioni ideali, senza ingorghi e sovraffollamenti) ma dovrebbe porre in atto processi di sviluppo e anche di inclusione, processi di crescita ma anche di tutela al fine di garantire che anche le prossime generazioni possano godere di quel patrimonio culturale, sociale, architettonico e paesaggistico che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di tutelare.

Sottoscrittori del Manifesto per il Centro Storico di Locorotondo

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