La normalità. Concetto astratto presente nella nostra quotidianità

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La linea sottile tra normalità e anormalità è delineata dal contesto socio- culturale e temporale in cui si opera e si vive…

 

 

di Anna Lodeserto

 

Voglio tornare alla normalità. Quanto mi manca la normalità.” Frasi ripetute innumerevoli volte nel corso della Fase 1 dell’emergenza sanitaria, e nell’attuale Fase 2 caratterizzata da un graduale allentamento delle restrizioni.

Ma questo termine a cosa si riferisce? Cosa comprende? Che cosa è?

La normalità è una strada asfaltata: comoda per camminare ma non vi crescono i fiori”, Vincent van Gogh.

La normalità consisterebbe, per alcuni, nell’ essere liberi di andare a prendere un caffè al bar con annessa chiacchierata con il barista di turno. Normalità potrebbe esser poter incontrare ed uscire con i propri amici. Normalità includerebbe l’organizzare una cena con i parenti, oppure utilizzare l’automobile liberamente anche per percorrere 300 metri noncuranti del danno che si arreca all’ambiente.

Regolarità, abitudine, consuetudine, norma sono sinonimi di normalità.

La linea sottile tra normalità e anormalità è delineata dal contesto socio- culturale e temporale in cui si opera e si vive.

Molti anni addietro era normale ed accettato dalla comunità il delitto d’onore. Ad oggi questa azione costituisce un reato.

Facciamo un tuffo nel mondo islamico e nella sua cultura. In quella zona è normale che la donna indossi il burqa. Per il mondo Occidentale, invece, è inaccettabile un simile modus vivendi. Nel mondo islamico gli occhi sono tra le poche parti fisiche scoperte. In Occidente, spesso, gli occhiali da sole nascondono e proteggono lo specchio dell’anima.

“Disabilità. Contrario sociale della normalità”. Pensiero diffuso, poco condivisibile ma, comunque, meritevole di rispetto. Penso ai disabili, alle famiglie che chiedono la possibilità di condurre una vita avendo le stesse possibilità di coloro che non sono affetti da malattie. Normale dovrebbe essere, in tal senso, eliminare le barriere architettoniche, promuovere ed aumentare le politiche di inclusione sociale e di sostegno. Da tempo si sta lavorando in questa direzione ed i risultati non mancano.

“Una famiglia omosessuale è inaccettabile. L’omosessuale è anormale”. Altro cliché frequentemente utilizzato per creare argomenti di conversazione che, spesso, si concludono con una serie di pregiudizi e giudizi che ruotano attorno alla definizione di normale e di normalità. Può l’amore tra due persone essere intrappolato nella definizione di normale?

La normalità non è un concetto stabile, immutabile, anzi è estremamente relativo.

Generalmente essere normale implica rispondere ed accettare positivamente i canoni imposti dalla società nel rispetto dell’opinione pubblica.

Normale ed il suo contrario rientrano nella classifica delle etichette più diffuse. Ma può capitare che le etichette creino fastidio e prurito, al pari di giudizi e pregiudizi vari ed eventuali.

La pandemia ha dimostrato che più che preoccuparsi dell’essere normali bisognerebbe occuparsi di essere felici e rispettosi della Legge e degli altri esseri umani. La vita scorre via veloce e sarebbe un gran peccato sprecarla inseguendo l’accettazione sociale a discapito della propria serenità. La quarantena ci ha permesso di conoscere e confrontarci con il nostro Io interiore. Tutto è stato scardinato e riordinato rispondendo a nuove norme che hanno radicalmente cambiato la nostra quotidianità.

Più che di normalità la società necessita di legalità, rispetto per l’altro e gentilezza.

La normalità è, semplicemente, un’equazione algebrica che dimostra le relatività del tutto.

 

Agorà

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