Antonio Lattanzio: «Valore Aggiunto nasce per aprire spazi di confronto»
L’INTERVISTA
Dalla nostra rivista – Il nuovo gruppo, questioni amministrative e prospettive per Locorotondo
di Antonello Pentassuglia
Dopo la nascita del gruppo consiliare Valore Aggiunto, abbiamo intervistato il capogruppo Antonio Lattanzio per approfondire le ragioni dell’iniziativa, il rapporto con la maggioranza e priorità che riguardano Locorotondo. Lo ringraziamo per la cortese disponibilità.
Il 5 ottobre è stata formalizzata la nascita di Valore Aggiunto. Quali ragioni hanno portato alla costituzione del nuovo gruppo?
«È importante che i cittadini sappiano che cosa è accaduto e perché. Vi ringraziamo per questa intervista, perché ci permette di chiarire ancora di più e meglio le ragioni della nostra iniziativa.
Valore Aggiunto nasce per rispettare fino in fondo il patto assunto con i cittadini. Ci siamo presentati con una lista civica trasversale e plurale, capace di esprimere sensibilità, esperienze e competenze diverse. L’impegno preso durante la campagna elettorale e il patto con i cittadini deve valere soprattutto dopo il voto.
Non abbiamo costituito un gruppo per allontanarci dal progetto con cui ci siamo presentati agli elettori, ma per restargli fedeli. Non abbiamo ritirato il sostegno al Sindaco, alla cui elezione abbiamo contribuito significativamente, né messo in discussione il progetto amministrativo. Vogliamo renderlo più forte e rappresentativo, valorizzando le differenze presenti in maggioranza».
La nascita del gruppo è arrivata dopo appena quattro mesi dalla vittoria. Perché intervenire così presto?
«Quando una squadra scende in campo e si accorge che ci sono criticità, che manca l’amalgama o che alcuni schemi possono e devono essere migliorati, è giusto intervenire subito, senza aspettare la fine del campionato.
Lo stesso vale per il navigatore che si accorge di aver tracciato una rotta sbagliata: è bene correggerla all’inizio del viaggio, piuttosto che raggiungere una destinazione diversa o impiegare più tempo per farlo.
Abbiamo ritenuto necessario intervenire per cambiare metodo, garantire una condivisione efficace delle scelte e coinvolgere tutti i consiglieri, con pari dignità. Non vogliamo occupare spazi di potere, ma aprire spazi di democrazia, di confronto, partecipazione, trasparenza, informazione e coraggio. Vogliamo che tutte le sensibilità presenti nella maggioranza possano essere ascoltate per contribuire alle decisioni.
Agire all’inizio del mandato è un atto di grande responsabilità. È certamente più difficile, ma permette di incidere subito e di lavorare meglio per i successivi quattro anni e mezzo. Intervenire soltanto nella fase finale avrebbe potuto alimentare il sospetto di altre motivazioni politiche. Abbiamo scelto di affrontare subito ciò che, a nostro giudizio, deve essere migliorato, perché riteniamo indispensabile una variazione di metodo.
E’ un atto di tempestività e responsabilità, non di impazienza. Aspettare sarebbe stato più comodo. Intervenire subito è stato più responsabile».
Sono però ridisegnati gli equilibri interni alla maggioranza. Quale messaggio vuole rivolgere agli elettori che si chiedono se questa situazione possa compromettere il proseguimento della consiliatura?
«Vogliamo rassicurare gli elettori che hanno creduto in questa squadra: il nostro obiettivo resta quello di dare le giuste risposte alle promesse fatte, nel rispetto delle linee programmatiche. Valore Aggiunto nasce all’interno della maggioranza e non si contrappone alla volontà espressa dai cittadini con il voto. Al contrario, chiede che quell’impegno venga onorato.
L’autonomia non significa separazione, ma dare spazio alle diverse sensibilità e rendere più efficace l’azione amministrativa. Continueremo a sostenere il primo cittadino, senza rinunciare al confronto: una maggioranza è forte quando sa accogliere anche opinioni differenti.
Con la nostra iniziativa non abbiamo costruito un muro, ma abbiamo aperto una porta».

La vostra iniziativa richiama il carattere plurale della lista civica. Nella formazione della Giunta sarebbe stato necessario considerare maggiormente le diverse sensibilità presenti?
«Il Sindaco ha il diritto e il dovere di scegliere il criterio che ritiene migliore. Noi non contestiamo nomi o incarichi: chiediamo che le decisioni siano condivise prima di essere adottate.
Per affrontare i problemi bisogna ascoltare il territorio, valutare le risorse e confrontarsi sulle soluzioni. Dopo pochi mesi sarebbe sbagliato fare classifiche tra consiglieri e assessori: chiediamo che tutte le sensibilità della lista possano contribuire al lavoro amministrativo».
In Consiglio comunale ha richiamato la necessità di istituire un Ufficio Europa. Come si può passare dalle intenzioni ai risultati concreti?
«L’istituzione dell’Ufficio Europa è un impegno assunto durante la campagna elettorale. Dobbiamo attivarci quanto prima, coinvolgendo le competenze presenti a Locorotondo, sia all’interno sia all’esterno della macchina amministrativa.
Occorre partire dai bisogni reali del territorio e individuare le risorse più adeguate per affrontarli. Per fare questo, sarà decisiva la costruzione di una rete con le realtà e le eccellenze che possono contribuire allo sviluppo locale, dal mondo della ricerca a quello della formazione. L’obiettivo è mettere in relazione competenze e opportunità, per intercettare finanziamenti utili e trasformarli in interventi concreti per la comunità».
I lavori sul ponte di via Madonna della Catena sono iniziati dopo non pochi mesi di chiusura. Qual è la sua valutazione della vicenda e quali prospettive vede per l’infrastruttura?
«Ho ritenuto doveroso esaminare i documenti, com’è mia abitudine fare, alcuni dei quali risalgono a molti anni addietro, di non facile reperimento, su cui si dovranno fare le necessarie valutazioni. Ora, però, la priorità è quella di restituire l’infrastruttura alla cittadinanza, rendendola fruibile, nel rispetto delle indicazioni dei tecnici.
Le criticità erano state rilevate prima dell’insediamento della nostra amministrazione e gli enti competenti ne avevano disposto la chiusura, in attesa degli interventi necessari, da programmare. Da quando ci siamo insediati, gli uffici hanno lavorato diligentemente per concordare con gli enti interessati la consistenza e le modalità dei lavori, che sono finalmente partiti.
L’attuale amministrazione ha svolto correttamente il suo ruolo. Al termine degli interventi bisognerà interagire nuovamente con gli enti e i tecnici competenti, per consentire la rapida riapertura, nel rispetto delle condizioni di sicurezza. Sulla scorta delle risultanze degli atti storici, sarà poi necessario chiarire chi deve fare cosa, a chi spettino le competenze e come individuare le risorse tal fine. In questo momento, però, la priorità è completare i lavori e restituire al territorio l’importante arteria stradale».
Il Natale ha reso Locorotondo una meta molto attrattiva. Come ritiene che debba essere gestito questo fenomeno nei prossimi anni? E quale ruolo possono avere gli avvisi pubblici nella raccolta delle proposte?
«È un fenomeno importante che la politica deve saper governare. Dobbiamo accogliere i visitatori senza compromettere la vivibilità del paese e la qualità della vita dei residenti. Le due esigenze devono trovare il giusto equilibrio. Lo abbiamo promesso e dobbiamo rispettare, anche in questo caso, l’impegno assunto pubblicamente.
Prima di decidere, però, sarà importante attendere l’esito dell’iter amministrativo avviato, tenendo conto delle osservazioni raccolte attraverso il confronto con associazioni e gruppi di cittadini.
Le scelte dovranno considerare le necessità di chi vive nel centro storico e nelle contrade, ma anche le risorse economiche disponibili, da utilizzare con attenzione e parsimonia.
Durante la campagna elettorale abbiamo promesso di lavorare per riunire e riappacificare un paese sensibilmente diviso. Anche il Natale può e deve diventare un’occasione importante per mettere intorno allo stesso tavolo associazioni e comitati, cercando di ridurre ogni contrasto e individuare soluzioni quanto più condivise.
Sarà nostro compito fare la giusta sintesi, scegliendo le soluzioni migliori. Non serve fare un processo al passato, ma è indispensabile imparare dalle esperienze precedenti, per evitare che si ripetano gli stessi problemi e le medesime criticità registrate negli ultimi anni».

Guardando ai cinque anni di mandato, quale risultato dovrebbe raggiungere la squadra di governo per lasciare un segno concreto nella comunità?
«Il primo obiettivo è rispettare gli impegni assunti con i cittadini, esplicitati nelle linee programmatiche. Per Valore Aggiunto, questo significa lavorare insieme alla maggioranza, garantendo partecipazione e trasparenza.
Tra le questioni da affrontare con urgenza, ad esempio, come abbiamo già evidenziato a più riprese, c’è la comunicazione istituzionale. Nei primi mesi l’abbiamo ritenuta insufficiente e inadeguata, ma anche poco strutturata e non sempre continuativa. Anche quando si realizza qualcosa di importante, i cittadini devono sapere che cosa è stato fatto, come e con quali modalità.
Per questo proporremo l’immediata attivazione di una procedura pubblica e trasparente, nel rispetto della normativa vigente, per individuare una figura professionale qualificata, a cui affidare la cura della comunicazione istituzionale e dell’attività di ufficio stampa del Comune. Una figura con adeguata esperienza e requisiti professionali di spessore, selezionata secondo criteri di imparzialità ed equilibrio istituzionale. Non dovremo cercare il comunicatore del Sindaco, di un assessore o di una parte politica. Dovremo individuare un professionista che comunichi in modo chiaro e trasparente.
Chiederemo inoltre la sollecita programmazione di un’assemblea cittadina, per illustrare lo stato delle principali opere pubbliche, dall’ex caserma all’auditorium e al palazzetto dello sport.
I cittadini devono conoscere gli interventi necessari, le risorse da reperire e i tempi previsti per garantire il recupero della fruibilità delle opere stesse. È una questione di trasparenza, non un processo al passato, un momento di informazione che dobbiamo alla nostra comunità. Non servono slogan, servono numeri, dati, soluzioni ai problemi.
Tutti quanti noi sappiamo che un’opera pubblica non è conclusa quando finiscono i lavori, ma quando può essere utilizzata dalla comunità.
Ma ci saranno tante altre proposte, in tema di utilizzo della tassa di soggiorno, miglioramento del decoro urbano e della sicurezza, solo per citare alcune delle nostre iniziative. Ma di tutto questo, come è naturale che sia, se ne discuterà in seno alla maggioranza.
In definitiva, la nostra azione, è bene ribadirlo ancora, ove ve ne fosse la necessità, sarà improntata a coerenza nelle scelte, responsabilità nei comportamenti e coraggio nel confronto. Osservando queste modalità operative e mantenendo lealmente l’impegno assunto con i cittadini, nessun consigliere dovrà essere lasciato ai margini. Quando arriveranno i risultati, con il coinvolgimento di tutti, dovrà emergere il lavoro di squadra, non soltanto quello dei singoli».
[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Novembre 2026]






