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Ponte di Via Madonna della Catena: purtroppo non può esservi apertura imminente

LAVORI PUBBLICI

Dalla nostra rivista – “Ferrovie del Sud Est chiede un intervento strutturale”, dichiara l’ass. Annalisa Guida…

 

di Antonello Pentassuglia

 

Ponte di Via Madonna della Catena: dopo lo spazio dedicato alla vicenda nell’editoriale dello scorso mese di Agorà e la pubblicazione della lettera sottoscritta da commercianti, residenti e famiglie della zona, con la quale venivano chiesti chiarimenti sui tempi della riapertura e sullo stato dell’iter, il tema è approdato anche nella seduta del Consiglio comunale del 27 luglio. L’occasione è stata l’interpellanza presentata dal gruppo consiliare “Locorotondo Cresce Insieme”, che ha riportato al centro del dibattito politico e amministrativo una delle questioni più sentite degli ultimi mesi, offrendo l’opportunità di fare il punto sullo stato della procedura e sulle interlocuzioni in corso tra Comune di Locorotondo e Ferrovie del Sud Est.

Il ponte è chiuso al traffico dal 7 novembre 2025. Dopo la relazione preliminare sulla transitabilità, del maggio scorso, redatta dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura dell’Università Politecnica delle Marche, l’Amministrazione comunale si è confrontata con FSE per valutare una riapertura provvisoria del cavalcaferrovia, con senso unico di marcia e il divieto di transito ai mezzi superiori a 3,5 tonnellate. L’interlocuzione ha però evidenziato la necessità di ulteriori importanti interventi e condizioni preliminari per il ritorno alla percorribilità.

Lo scorso 23 luglio, sul nostro sito web, abbiamo pubblicato integralmente una lettera sottoscritta da commercianti, residenti e famiglie di via Madonna della Catena. Nel testo, i firmatari chiedevano chiarimenti sullo stato delle opere e sui tempi per il ripristino del transito, rimarcando la necessità, «ormai urgente e non più differibile», di ottenere quella trasparenza e quella chiarezza che cittadini e operatori economici hanno diritto di avere dopo tanti mesi di disagi e incertezza. Una comunicazione istituzionale nelle settimane precedenti avrebbe probabilmente contribuito a chiarire lo stato dell’iter.

Giungiamo così al Consiglio comunale del 27 luglio. Una notizia lieta, e forse l’unica di questa vicenda: l’approvazione all’unanimità del regolamento TARI, che conferma la riduzione del 40% per le attività di via Madonna della Catena, via dei Trullari e via dei Sartori interessate dalla chiusura del cavalcaferrovia. Sul fronte della riapertura, invece, il dibattito si è concentrato sull’interpellanza presentata dal gruppo “Locorotondo Cresce Insieme”. Illustrando il testo, la consigliera Ermelinda Prete, sulla base dei documenti acquisiti tramite accesso agli atti, ha evidenziato come le principali criticità individuate dai tecnici riguarderebbero il rischio di distacco del calcestruzzo di copriferro all’intradosso, più che un’impossibilità strutturale al transito, facendo le seguenti richieste all’Amministrazione: chiarire le motivazioni del mantenimento della chiusura, il cronoprogramma degli interventi, la possibilità di un’apertura parziale con le limitazioni indicate dai tecnici e le ragioni della mancata comunicazione ai cittadini.

l’ass. Annalisa Guida e la cons. Ermelinda Prete

A fornire importanti delucidazioni è stata l’assessora ai Lavori Pubblici Annalisa Guida che, in primo luogo, ha rivendicato la necessità di un’operazione verità da contrapporre agli annunci legati ad una riapertura imminente a fine maggio, fatti da esponenti politici legati alla precedente maggioranza consiliare. Facendo un excursus, dal momento che dagli studi facevano riferimento ad uno stato di degrado legato ad infiltrazioni che andavano avanti da tanto tempo, ha posto la seguente domanda agli ex amministratori dell’opposizione: «Come è stato possibile che un anno fa nessuno fosse al corrente di questo stato di degrado?». E in un’ottica di analisi della documentazione, l’assessora ha quindi spiegato che Ferrovie del Sud Est ha richiamato l’attenzione sulla necessità di valutare anche gli aspetti legati ai possibili distacchi del calcestruzzo di copriferro all’intradosso dell’impalcato, ritenendo che il solo giudizio di transitabilità, basato sulla resistenza strutturale dell’opera, non fosse sufficiente.

Motivo per cui prima di riattivare il transito è necessario completare i lavori di ripristino e messa in sicurezza del ponte, con particolare riferimento al calcestruzzo ammalorato e alle armature esposte. Ci vorrà quindi del tempo con opere nevralgiche, con l’ipotesi di celere ritorno alla percorribilità dello stesso che si allontana. Purtroppo. E sempre Annalisa Guida ha sottolineato come gli interventi dovrebbero essere effettuati “in assenza di circolazione dei treni” quindi nelle ore notturne.

«Ferrovie – dichiara l’assessora – chiede un intervento strutturale, intervento che richiederà tempo e risorse».

La consigliera di opposizione Prete si è dichiarata “totalmente insoddisfatta” della risposta, sostenendo che l’interpellanza abbia avuto comunque un’utilità, perché ha consentito di rendere pubblici gli aggiornamenti sul lavoro svolto dall’Amministrazione, che altrimenti i cittadini non avrebbero conosciuto.

Purtroppo, il dato di fatto, è che – ripetiamo – la possibilità di aprire il ponte in tempi celeri si arena, per la necessità di questi interventi strutturali che andranno fatti nei prossimi mesi. Fare a questo punto delle stime sui tempi si rivela alquanto complicato.

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Agosto 2026]

 

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