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Consorzio Terre d’Apulia, CIA Levante: “Ammodernare in tempi brevi la rete”

EROGAZIONE ACQUA

Torna l’acqua nelle tre contrade rimaste a secco dopo un guasto ma i problemi restano. In assenza di un piano industriale, l’Ente commissariato continua a vivere di emergenze

 

«L’emergenza rientra nelle campagne di Minervino senz’acqua da giugno per un guasto, ma i problemi restano considerata l’obsolescenza dell’intera rete idrica gestita dal Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia. Ci auguriamo che non si aspetti la prossima emergenza per ammodernare le opere irrigue una volta per tutte».

Il presidente provinciale CIA Levante Felice Ardito commenta così la notizia del ripristino delle condotte dopo la rottura della tubazione avvenuta il 18 giugno scorso che ha lasciato a secco per più di venti giorni tre contrade.

Nei giorni scorsi, presso il Comune di Minervino Murge, si è tenuto un incontro richiesto da CIA Levante con l’Amministrazione comunale e il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia rappresentato da Pietro De Simone, Direttore dell’Area  Agro Forestale e dell’Area Gestione e Manutenzione, e Vincenzo Elifani, dipendente consortile che si occupa delle operazioni di ripristino delle apparecchiature elettromeccaniche.

Per conto di CIA Levante ha partecipato Vincenzo Lobascio, delegato dal presidente. Al centro dell’incontro proprio lo stato di attuazione dei lavori di manutenzione straordinaria della tubazione in Contrada Bocca di Lupo.

L’interruzione del flusso d’acqua ha interessato anche Contrada Capitolo e Contrada Sferracavallo, aree servite dalla stessa infrastruttura di irrigazione in cui insistono diverse colture, uva da vino, frutteti, oliveti e mandorleti.

«Il guasto, durato più di due settimane, in una stagione come questa torrida e calda, ha causato il deperimento e l’avvizzimento delle varie colture, determinando una riduzione quantitativa e qualitativa delle produzioni – prosegue il presidente CIA Levante Ardito – Gli operatori del Consorzio di Bonifica hanno riparato la rottura ma, una volta messo in funzione ed in pressione l’impianto idrico, se ne è verificata un’altra a 30 metri di distanza, dovuta alla vetustà delle tubazioni.

La condizione di totale abbandono per la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria da parte del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia persiste ed è una situazione ormai insostenibile».

CIA Levante, in sede di incontro, ha chiesto la riduzione delle tariffe del canone irriguo per gli utenti delle contrade che hanno subito il disagio dell’interruzione del servizio. Ha formulato, inoltre, la proposta dell’estensione dei turni di irrigazione e distribuzione idrica in orari serali e notturni, una volta riparata la tubazione.

«Non è possibile limitarsi a gestire gli eventi nel breve periodo e, in un’ottica di lungo termine, abbiamo sollecitato la definizione di interventi di prevenzione del rischio, un monitoraggio delle rete idrica che consenta anche di scongiurare le perdite che non possiamo più permetterci. Per la prossima stagione irrigua, sin da ora, abbiamo chiesto di anticipare l’inizio dei lavori e della manutenzione».

Alla luce delle ultime dichiarazioni del commissario unico straordinario Alfredo Borzillo a collaudo avvenuto, CIA Levante auspica che l’annunciato progetto tecnico finalizzato a sostituire le tubature per 500 metri dall’adduttore principale – e che a detta del Consorzio potrebbe risolvere definitivamente il problema delle rotture – non si areni e che il passaggio presso gli uffici tecnici regionali non richieda tempi biblici.

«In assenza di un serio piano industriale per la manutenzione degli impianti irrigui e delle opere di competenza del Consorzio, si continuerà a vivere alla giornata e di emergenze – aggiunge il direttore provinciale CIA Levante Giuseppe Creanza – Gli agricoltori sono disposti a pagare solo a fronte di questi interventi e di reali benefici e servizi corrisposti.

La risorsa idrica deve rappresentare per tutti i consorziati una fonte di sviluppo e non certo un elemento limitante.

Ci auguriamo che, in futuro, l’intervento delle associazioni di categoria non sia inteso come un’ingerenza ingiustificata e ‘martellante’, nell’ottica di un ripristinato dialogo e rapporto necessario che possa rappresentare uno sprone per la ‘ricostruzione’ del modello operativo in cui è impegnata l’attuale governance».

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